In queste ore ho presentato una interrogazione alla Giunta per domandare chiarezza sulla proroga concessa dalla Regione al Verbale d’intesa riguardante il funzionamento dei Cau e, in particolare, il coinvolgimento del personale medico impiegato. Si tratta di una dilatazione dei tempi decisa unilateralmente perché non sottoscritta dalle organizzazioni sindacali, il ché rappresenta invece un passaggio vincolante per la determinazione della retribuzione nella Pubblica amministrazione.
Stando all’ultima pubblicazione regionale degli ambiti carenti, infatti, si potrebbero stipulare 243 contratti nei Cau a ventiquattro ore settimanali retribuiti oltre il doppio rispetto a figure professionali con formazione analoga, come ad esempio le guardie mediche. Senza l’intesa con le organizzazioni sindacali, e alla luce dell’attuale accordo collettivo nazionale, però, le Asl e gli stessi professionisti del comparto sanitario impiegati potrebbero anche ritrovarsi a dover restituire una parte della retribuzione.
Dopo il buio totale circa il costo dell’operazione Cau anche dopo la mia richiesta formale di conoscerne l’ammontare, formulata ormai oltre due mesi fa, questa mossa unilaterale della Giunta regionale rappresenta un ulteriore passo nell’incertezza circa l’organizzazione dei Cau e, a ben vedere, dell’intero sistema sanitario regionale. Esso infatti, per funzionare adeguatamente, avrebbe bisogno di una progettazione seria e duratura che metta al centro la stabilità delle risorse umane e l’efficienza dei servizi, oltre ad una seria verifica dei costi sostenuti e della quantità e qualità dei servizi erogati.